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Le donne, i cavalier, l’arme e gli amori

La cavalleria come cammino iniziatico

I guerrieri a cavallo del Medioevo, la cavalleria, glorificati nella letteratura di genere e idealizzati come massimi esempi di virtù virili, costituiscono ancor oggi figure archetipiche di individuazione e realizzazione dell’essere maschile. I grandi mutamenti sociali e politici, che con la fine dell’Impero romano portarono all’emergere di una nuova classe specializzata di combattenti montati a cavallo. L’avvento del cristianesimo che impose gli ideali spirituali come fine supremo a cui dedicare tutta la propria esistenza, costituiscono la genesi storica di questa figura. Ma il suo successo, come fonte d’ispirazione immortale nell’immaginario collettivo, anche quando in seguito è divenuta oggetto di opere parodistiche o di pura fantasia, è dovuto a molto altro. I cavalieri medievali furono da principio le forze armate a servizio di un singolo signore locale, che ne riconosceva il valore e ne ricompensava i meriti.

La loro ascesa si basava esclusivamente sulle capacità personali. Alla cavalleria partecipavano giovani uomini di tutte le estrazioni sociali e i figli cadetti (esclusi dall’eredità) delle famiglie nobiliari. Lo specializzarsi nelle arti belliche a cavallo che richiedeva un lungo e selettivo addestramento, e la possibilità di notevoli vantaggi personali derivanti dalle imprese vittoriose (come titoli e possedimenti), fecero del cavaliere il mestiere maschile più ambito nella società dell’epoca e anche un’ideale di vita. Il fine ultimo che muoveva alla battaglia era di ordine spirituale (trionfo del bene, identificato nei valori della religione cristiana) e la sua realizzazione terrena comportò l’elaborazione di un codice etico che informava tutta la vita del combattente. I principi di questo codice hanno finito per identificare la figura stessa del cavaliere e il significato della parola cavalleria: difesa della verità e della virtù, servizio dei deboli e dei bisognosi, lealtà, onore, clemenza e soprattutto rispetto e sottomissione alla donna. La cavalleria divenne una classe nobiliare, con il formarsi di una cerchia, o meglio più cerchie ristrette di appartenenza, gli ordini cavallereschi, con particolari cerimonie d’ingresso, ed infine passò da nobiltà di fatto a nobiltà di diritto ereditario. Ancora oggi in molti paesi il cavalierato sussiste come titolo onorifico, anche in ordinamenti non monarchici.

L’iniziazione a Cavaliere

La nobiltà del cavaliere si fondava tutta sull’aderenza a quel fine ultimo ultraterreno a cui aveva dedicato la sua vita. La cerimonia di investitura, l’addobbamento, del cavaliere era un vero e proprio rituale religioso iniziatico. Dopo un lungo periodo di apprendistato, iniziato in tenera età al servizio di un altro cavaliere, l’aspirante al titolo passava la notte in una cappella, in una veglia di preghiera e di allenamento con le armi (veglia d’armi), vestito di una tunica bianca, simbolo di purezza e di rinascita (da cui l’espressione passare la notte in bianco), un manto rosso, emblema del sangue che era disposto a versare in nome di Dio e una cotta nera che rappresentava la Morte di cui non doveva aver timore.

L’investitura avveniva normalmente il giorno di Pasqua o di Pentecoste, alla presenza di altri cavalieri e di un’autorità religiosa che benediceva le armi che venivano consegnate al candidato, il quale pronunciava un giuramento di natura religiosa, militare e civile, e riceveva la carica dal signore del luogo o dal sovrano, nei nomi di Dio, san Michele e san Giorgio. Ma la realizzazione di questo fine doveva compiersi tutta sul piano terreno, sui campi di battaglia, con le conquiste materiali, le virtù fisiche come espressione reale e tangibile delle virtù morali. La cavalleria preservò in questo modo i valori umani attraverso un’epoca in cui questi dovevano essere subordinati ai valori spirituali, e la traslazione sul piano metafisico del significato profondo degli avvenimenti, le azioni, e la stessa natura fisica di un uomo, reso speciale dalla sua missione, informarono la cavalleria di contenuti misterici ed esoterici che hanno esercitano il loro fascino lungo tutti i secoli a venire.

di Rossella Di Vaio

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