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La verità vi prego… sull’astrologia

Una disciplina che anche nell’era tecnologica resta una chiave di lettura dei mondi interiori e una porta d’accesso al mondo dell’immaginazione e dei simboli.

di Davide Marrè

L’astrologia non è una scienza empirica (come la fisica e la medicina), men che meno una scienza formale (come la matematica), ma neanche una scienza umana (come la sociologia e la pedagogia).

Si tratta forse di una disciplina umanistica oppure di un’arte vera e propria? Quelle discipline che vengono studiate in modo analitico e speculativo, si chiamano ‘discipline umanistiche’: sono le discipline storiche e filosofiche che non applicano un metodo scientifico in modo sistematico. La letteratura invece è un’arte che implica l’uso di creatività e immaginazione, ma anche lo studio della letteratura ha generato diverse discipline come la storia della letteratura, la semiotica del linguaggio, ecc.

Per secoli la letteratura, come tutte le arti, si sono nutrite del sistema astrologico. «Temp’era dal principio del mattino, / e ’l sol montava ’n sú con quelle stelle/ ch’eran con lui quando l’amor divino / mosse di prima quelle cose belle» (Inferno, I, 37-40).  Queste stelle a cui Dante si riferisce sono quelle della costellazione dell’Ariete. È nell’Ariete, infatti, che secondo una credenza di origine pagana, Dio avrebbe creato il cielo e la Terra.

L’astrologia ha una sua storia, una storia che l’ha messa in rapporto con quelle che adesso sono scienze autonome come la medicina e l’astronomia, ma anche con le discipline esoteriche e spirituali con cui conserva ancora oggi un rapporto vivo. Persino un’avversaria dell’astrologia come Margherita Hack nel ribadire che l’astrologia non è una scienza, affermava che nonostante insistesse sulla non scientificità dell’astrologia non voleva comunque ‘sostenere che si tratti di un’arte del tutto priva di qualsiasi tipo di legittimità’. La Hack aveva l’idea che l’astrologia fosse un’arte. Seguendo la critica del filosofo della scienza Karl Popper che derubricava dalle scienze la psicanalisi, essa applicava lo stesso criterio all’astrologia.

Attorno al 1919 Karl Popper, non si faceva domande sull’astrologia, ma si chiedeva “che cosa non va nel marxismo, nella psicanalisi e nella psicologia individuale? Perché queste dottrine sono così diverse dalle teorie fisiche, dalla teoria newtoniana, e soprattutto dalla teoria della relatività?”

Si era reso conto che queste teorie infatti avevano una spiegazione per tutto (un po’ come ce l’hanno sempre a posteriori certi astrologi o certi cultori dei sistemi esoterici o spirituali). Così il suo enunciato non si concentrava su una verificabilità di una teoria attraverso esperimenti, ma piuttosto sulla sua falsificabilità: una teoria è scientifica se falsificabile, ossia se presenta delle ipotesi che, se smentite, la renderebbero falsa.

Nonostante molto si cambiato nella psicanalisi e molti assunti rivisti siano stati rivisti in chiave di sperimentazione empirica ancora oggi non tutti sono concordi nel ritenere la psicoanalisi una disciplina scientifica. Peggio è andato alla psicologia analitica di Jung che rifacendosi alla dimensione mitica e archetipica ha dato ampio materiale proprio a quelle discipline esoteriche, alchemiche e persino divinatorie a cui ha attinto, spesso in modo non sempre proprio, tanto che oggi Jung è considerato un mistico più che uno scienziato, mentre la psicologia del profondo si situa in un ambito certamente speculativo e analitico, ma assolutamente non scientifico. Lo stesso Jung nel 1952 scriveva: ‘La cosiddetta concezione scientifica trascura tutti gli aspetti –  tutt’altro che irrilevanti  –  che non è possibile cogliere statisticamente’.

Ma non è nemmeno un caso che l’astrologia abbia cercato una sorta di rifugio in quelle che la Hack definiva le paludi della simbologia o, appunto tirando in ballo Jung, in quelle della psicanalisi. L’astrologia, ben lungi dall’essere palude, è esattamente quel sistema che ha generato, diremo per millenni una moltitudine di sistemi simbolici. Per millenni nelle stelle si sono letti i miti e i miti sono diventati stelle. È quindi inevitabile e innegabile per chi si confronta con i simboli della tradizione occidentale fare riferimento all’astrologia. La famosa astronoma era costretta ad ammettere che ‘se rimane nell’ambito della storia della cultura e delle religioni senza addentrarsi in previsioni fasulle e pseudoscientifiche, non ci può essere alcun fondato motivo per contrastarla’.

Le radici dell’astrologia

Ben prima della psicologia analitica junghiana (e ben prima della psicanalisi) esisteva l’astrologia. L’astrologia nasce come disciplina strettamente legata alla religione, i sacerdoti erano anche astrologi. Il racconto mitologico e quello celeste erano infatti strettamente connessi e gli dei erano anche gli astri e le costellazioni nel cielo. Così tentativo dell’astrologia di seguire la scienza sul terreno delle dimostrazioni empiriche si è rivelato fallimentare e non poteva essere che così.

L’astrologia ha rivelato infatti la sua natura strettamente umanistica: una disciplina umanistica fatta di arte e simbolismo. L’arte dell’astrologo è quella di connettere l’esperienza personale a quella del sistema degli astri. Si tratta di un’arte non di una scienza deterministica: ogni uomo desidera connettere il proprio cielo interiore con il ‘cielo esteriore’. Era questa l’arte degli astrologi dell’antichità. Ed è questa la base del principio di sincronicità formulato da Jung che connette eventi che si muovo su binari causali differenti: è la psiche umana a connetterli, a trovare il filo conduttore e a dare un senso a l’uno e all’altro.

L’astrologia come la letteratura, necessita tuttavia di studio, in questo si configura come una disciplina che richiede lo studio di una tecnica astrologica, ma anche di tutto l’apparato simbolico che lega l’astrologia all’universo della mitologia, ma anche alle discipline esoteriche. In questo senso si rivela impossibile per esempio comprendere il pianeta Giove, senza conoscere Zeus. Esattamente come è impossibile comprendere l’archetipo del pure nella psicologia del profondo senza analizzare quelle divinità che lo rappresentano come Mercurio.

Quello che spaventa dell’astrologo non sono tanto le lacune tecniche, quanto a volte la pochezza di cultura umanistica che non può prescindere da una preparazione che sia al contempo simbolica e che riconosca che i simboli vengono dall’universo dello spirito e dal dominio dell’anima che sono il regno della mistica e dell’esoterismo.

Il delirio dell’astrologo

Pensare oggi che l’astrologia non sia connessa con l’esoterismo, la religione, lo ‘spirito’ stesso della tradizione occidentale è recidere le sue radici. Nel volume terzo del trattato dei sette raggi, quello sull’astrologia esoterica, Alice Bayley più di un secolo fa compiva un passo ulteriore: l’astrologia come cammino iniziatico. Il cammino che per esempio Ercole compie nelle 12 fatiche, che altro non sono che i 12 segni. Un cammino che è cammino della vita e dello spirito: ‘L’Eterna Saggezza aveva conoscenze molto più dettagliate in proposito ed invitava a superare i limiti della personalità terrena, separativa e centrata in sé, per focalizzarsi sull’anima dotata di coscienza inclusiva. […]Per ampliare la nostra consapevolezza, quindi, occorre iniziare a vivere come anima e non come individuo separato ed avulso da un complesso maggiore di cui siamo parte.’

Un’astrologia che non si proponga di mantenere vivo il legame con l’universo dello spirito, quello mitologico, quello dei vari sistemi divinatori (spesso strettamente legati all’astrologia) e in generale del mondo esoterico, è un’astrologia morta che non può che configurarsi come una pseudoscienza.

Per chiunque abbia studiato l’astrologia da molteplici punti di vista, la considera la regina dei sistemi divinatori, dove divinazione non significa predizione, ma quella capacità di instaurare un dialogo con quella parte divina che è in noi. La relazione dialogica tra cielo esteriore e cielo interiore. Che sia vero o meno questo non deve portare l’astrologo a sentire che l’astrologia è vera è tutte le altre discipline divinatorie false. I tarocchi per esempio sono un sistema simbolico nato nel rinascimento che in qualche secolo si è arricchito di una storia straordinaria tanto da indurre personaggi famosissimi come Alejandro Jodorwsky. Le rune sono un altro sistema magico e divinatori legato alla cultura norrena che hanno segnato la storia stessa di un popolo. Pensare che la propria categoria sia ‘differente’ da quella di chi studia con passione questi sistemi divinatori, è delirante. Il problema infatti non è il sistema, ma chi lo utilizza. Chi non si immergerebbe in una lettura psicomagica dei tarocchi assieme a un Jodorowsky: “Posto che sogniamo la nostra vita, dobbiamo interpretarla e scoprire ciò che sta tentando di dirci”.

La tentazione predittiva

È naturale che in questo cammino interpretativo, a volte si cada nell’illusione di poter predire il futuro: ognuno di noi desidera in cuor suo sapere qualcosa del suo futuro e poterlo cambiare. Chiunque utilizzi un sistema divinatorio è consapevole che il consultante va in primo luogo rassicurato e messo nelle condizioni di comprendere che in realtà il futuro è sempre nelle sue mani e che lo stesso atti divinatorio è un atto di costruzione della realtà.

Un esempio personale: da molti anni io attendo che Urano sciolga l’opposizione al mio Sole di nascita, cosa che ha iniziato a fare quest’anno. E quest’anno ho connesso una serie di accadimenti piuttosto particolari della mia vita professionale a questo particolare transito. L’astrologia ha funzionato nella misura in cui io ho acquisto consapevolezza di questo passaggio e l’ho in qualche modo accompagnato. Ho lasciato che il cielo dell’anima parlasse alla volta celeste del cosmo, costruendo una relazione significativa. Così l’astrologo e in generale chi fa divinazione sono chiamati a creare consapevolezza: per fare questo è necessario avere anche una straordinaria attitudine alla relazione con l’altro. Così l’astrologia, ma anche qualsiasi altro sistema divinatorio, può diventare un vero e proprio counseling.

È infine evidente che l’oroscopo delle riviste, anche quando è fatto bene, è un modo simpatico per introdurre il lettore a concetti più ampi, in cui egli possa iniziare a percepire il suo rapporto con un tutto più ampio.

La verità

Come quando si parla d’amore anche nel caso dell’astrologia esiste quindi più di una verità. Essa è un validissimo supporto nella crescita personale, una chiave di lettura del mondo, fintanto che non si trasforma in qualcosa di deterministico o intimidatorio. Come qualsiasi disciplina che ci mette in contatto con il nostro mondo interiore essa sfugge… Per parafrasare la famosa poesia di Auden, La verità vi prego, sull’amore: ‘Alcuni dicono che l’astrologia è una bambina / e alcuni che è un uccello / alcuni dicono che fa girare il mondo / e altri che è solo un’assurdità. / Ditemi la verità, vi prego, sull’astrologia. / Arriverà come il cambiamento improvviso del tempo? / Sarà cortese o spiccio il suo saluto? / Darà una svolta a tutta la mia vita? / Ditemi la verità, vi prego, sull’astrologia.’

BOX – Gli orientamenti astrologici nel mondo

Sono molteplici gli orientamenti astrologici nel mondo, spesso con delle profonde differenze tra loro. Ecco alcune delle tendenze più popolari in ordine approssimativamente cronologico:

Astrologia esoterica

Nei primi anni del 20 ° secolo, teosofi come Alan Leo e Alice Bailey incorporato le idee della Società Teosofica e gli insegnamenti mitologici in pratica astrologica.

Astrologia uranica / Scuola di Amburgo

Inoltre, all’inizio del 20 ° secolo, l’astrologo tedesco Alfred Witte fondata Uraniana. In parte una reazione contro la saggezza tradizionale tramandata nell’astrologia classica, Witte ha escogitato nuove tecniche astrologiche basate su prove e sperimentazione.

Cosmobiologia

Negli anni ’30, Reinhold Ebertin divulgò ulteriori sviluppi dell’astrologia uraniana che rifiutò l’uso dei pianeti ipotetici e si concentrò maggiormente sugli aspetti medici dell’astrologia.

Astrologia armonica

L’astrologia armonica, creata da John Addey negli anni ’50, impiega trasformazioni matematiche per indagare le relazioni tra i pianeti.

Astrologia psicologica

L’astrologia psicologica nasce dalla fertilizzazione incrociata dell’astrologia con la psicologia umanistica, profonda e transpersonale. Incorpora idee come archetipi junghiani, sincronicità e pulsioni e necessità psicologiche. L’astrologo Dane Rudhyar fu uno dei primi sostenitori e la tradizione include l’astrologo umanista Alexander Ruperti e il Centro di astrologia psicologica di Liz Greene nel Regno Unito. Il fondatore della psicosintesi Robert Assagioli ispirò anche il metodo di astrologia di Huber, che enfatizzava i cicli di vita.

Astrocartografia

AtroCartoGraphy è un metodo di astrologia locazionale reso popolare da Jim Lewis alla fine degli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80.

Astrologia esperienziale

Questa categoria include l’uso di sciamanesimo, astrodramma, visualizzazione guidata o ipnosi per lavorare con il simbolismo e gli archetipi astrologici. I sostenitori includono Barbara Schermer e Babs Kirby.

Astrologia evolutiva

Alla fine degli anni ’80 e all’inizio degli anni ’90, Jeffrey Wolf Green combinò elementi del movimento teosofico, dell’astrologia psicologica e della filosofia indiana, con il suo materiale incanalato per creare l’astrologia evolutiva.

Revival tradizionale o neoclassico

Gli anni ’90 videro anche un crescente interesse per la riscoperta e la traduzione di opere astrologiche originali del periodo ellenistico tradizionale e di altri periodi. I revival tradizionali o gli astrologi neo-classici sono ispirati alle tecniche astrologiche tradizionali, ma incorporano pianeti scoperti di recente.

Eclettico moderno

Non è insolito per gli astrologi moderni scegliere elementi di diverse scuole astrologiche, ma tradizionali e moderni, come parte di una pratica personale unica.

 

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