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La faccia nascosta della Luna

Il 24 marzo 1973 usciva “The Dark SideOf The Moon” dei Pink Floyd,  uno dei dischi più venduti e fondamentali della storia della musica moderna. Pur essendo un’opera senza tempo, è impossibile non notare la perfetta “sincronicità” che quarant’anni fa lo ha segnato come “la cosa giusta al momento giusto”

di Roberto La Ricca

Una fantastica coincidenza ha fatto sì che io sia nato nello stesso giorno in cui la sonda sovietica Luna 3 riprendeva le prime immagini della faccia nascosta della Luna. La rotazione lunare fa sì che noi vediamo durante le varie fasi sempre lo stesso lato del nostro satellite, quello che è scuro tuttavia non è che non venga illuminato dal Sole… è soltanto che a noi non appare. Da questa osservazione ne derivò nell’interpretazione astrologica e psicologica tutta una serie di connessioni con la parte inconscia (e quindi oscura) della nostra personalità e i Pink Floyd ne trassero l’ispirazione per la loro opera più conosciuta. Il mio incontro con The Dark Side of the Moon fu favorito dalla grande diffusione di questo disco presso le mie sorelle e i fratelli più grandi dei miei amici nel pieno del 1973: un anno che ricordo con particolare emozione perché mi vide partecipare ai miei primi concerti rock alla tenera età di tredici anni, e si trattava di gruppi come i Jethro Tull, i Gentle Giant e i Van Der Graaf Generator! Gli autori di questa pietra miliare, i britannici Pink Floyd, all’epoca vantavano già vari dischi di discreto successo, ma soprattutto la leadership nella musica psichedelica europea grazie al loro approccio atmosferico e pionieristico particolarmente intenso e felicemente documentato nella loro produzione degli anni 1967-1972. Qui visto che celebriamo il quarantennale del loro disco più conosciuto non ripercorreremo  nella sua interezza la storia dei Pink Floyd, peraltro trattata alla grande e in prima persona nella splendida autobiografia “Inside Out” del batterista Nick Mason, uscita nel 2004 prima della rimpianta scomparsa di Syd Barrett e quella di Richard Wright il 15 settembre 2008 che ha di fatto messo la parola “fine” alla grande avventura dei Pink.

Le voci della storia

Dark Side nel corso degli anni è stato il sottofondo di varie generazioni di persone che sono state accompagnate ed esaltate dalla sua musica mentre lavoravano, mangiavano, meditavano, viaggiavano (in tutti i sensi possibili e con ogni mezzo…), procreavano o facevano l’amore. Poco dopo la sua uscita, un critico musicale commentò che si trattava de1 primo grande album con cui fare l’amore e alcuni sex club in Olanda e in Svezia lo usarono per accompagnare le loro performance! The Dark Side of the Moon fu registrato negli Abbey Road Studios di Londra tra il maggio del 1972 e il gennaio del 1973. E’ un concept-album in 9 brani collegati a formare un’unica suite, divisa in due facciate. L’aspetto concettuale era basato su tutte le alienazioni provocate dalla società contemporanea, forme di nevrosi capaci di spingere l’essere umano alla follia. Anche a livello musicale c’è un susseguirsi di connessioni armoniche che sfumano una nell’altra, con una eccezionale coesione di parti cantate, suonate e ritmiche. L’equilibrio tra i vari “generi” musicali praticati dai Pink Floyd è notevole: un seducente mix tra rock, psichedelica, ricerca sonora, effettistica e voci femminili “soul”. Fu un successo immediato e arrivò subito al top della classifica americana dei dischi più venduti della settimana e vi rimase fino al 1988. Con il tempo e nelle sue varie versioni, arriverà a superare i 50 milioni di copie vendute e a ricevere svariati dischi di platino. Si dice cheE Waters: “Attraverso quell’album realizzammo il nostro sogno giovanile di essere i numeri uno”. David Mason dice: “Dark Side conteneva canzoni forti, potenti. L’idea generale che collegava tutte le canzoni tra loro, lo stress della vita moderna, trovò una risposta universale e continua a catturare l’immaginario della gente. I testi avevano una profondità e una risonanza con cui chiunque poteva facilmente mettersi in relazione ed erano sufficientemente chiari e semplici da risultare comprensibili anche a chi non era di madrelingua inglese. Eravamo a nostro agio con la musica, che aveva avuto il tempo di crescere,maturare ed evolversi con le esecuzioni dal vivo. Inoltre, la qualità sonora dell’album era all’avanguardia. Questo è particolarmente importante perché, al momento dell’uscita dell’album, gli impianti hi-fi stereo erano da poco divenuti beni di largo consumo, un accessorio di moda fondamentale nelle case degli anni Settanta. Di conseguenza, gli acquirenti di dischi erano particolarmente attenti agli effetti stereo e in grado di apprezzare qualsiasi album che offrisse le migliori possibilità. Dark Side ebbe la fortuna di diventare uno dei dischi di prova che la gente poteva utilizzare per dimostrare la qualità de1 proprio hi-fi. Il packaging dell’album era pulito, semplice e di impatto immediato, con una memorabile icona a forma di prisma!”. Era quindi un album speciale anche per 1’aspetto tecnico: i Floyd utilizzarono le apparecchiature più moderne, avvalendosi della collaborazione del tecnico del suono Alan Parsons e del produttore Chris Thomas. “Fu qualcosa che davvero non aveva precedenti”, ricorderà Parsons, “perché arrivammo a far diventare lo studio di registrazione parte del processo compositivo… I Pink Floyd avevano già suonato per mesi i brani del disco, e a quel punto si trattava di completare il tutto con gli “effetti speciali” di suoni e rumori… Sono felice di avere avuto un ruolo così importante nella realizzazione del loro capolavoro”. Nel disco sono presenti innumerevoli effetti, fino ad allora inusuali, e molti collage di voci e forse è inutile ricordare che allora non c’erano campionatori o computer e tutto andava fatto in maniera molto artigianale. Ricorderà Wright: “Finite le registrazioni, eravamo convinti che TDSOTM sarebbe andato bene almeno quanto i nostri album precedenti, ma non avremmo mai nemmeno immaginato che arrivasse al numero uno delle charts negli USA. Forse era il nostro album più facile da ascoltare, e dunque diventò anche quello più facile da vendere. Anche se ha avuto così tanto successo, è stato fatto con lo stesso impegno dei precedenti, secondo l’unico nostro criterio del fare musica, cioè se ci piace o meno… Forse molto è dipeso dal fatto che era l’album giusto al momento giusto, la musica che tutti aspettavano in quel preciso momento”.

Tutti i colori del cielo

Quando esce Dark Side la Luna è in Sagittario, congiunta a Nettuno e a Lilith; Giove è trigono a Plutone (successo mondiale, economico).  Giove stesso è in trigono a Mercurio e Marte di Roger, in congiunzione al Sole e trigono a Marte e Urano di Nick. Nettuno a 7° Sagittario fa uno stupendo trigono a Sole e Giove di Rick, a Mercurio di David e alla Lilith di Roger. L’opposizione tra Sole e Plutone rimarca molte delle tematiche presenti nei testi (la discesa negli inferi dell’inconscio, la morte, l’eros, il denaro come forma di potere e controllo) ed entra in risonanza con quella natale di Nick. Luna e Nettuno in congiunzione con Lilith nel suo giorno di pubblicazione stanno a sottolineare l’influenzabilità della mente da parte di alcune componenti inconsce collegate al senso di alienazione o di stress, così come era intenzione dell’autore dei testi Roger Waters che tra l’altro nel periodo nel quale sono stati composti riceveva una congiunzione di Nettuno e Lilith in transito alla sua Luna che è esattamente congiunta a quella dell’uscita del disco. Rick Wright a tale proposito ebbe a dire: “Tutti i testi li ha scritti Roger, perché in quel momento aveva molte cose da dire, ed era come un fiume in piena: non lo potevi fermare, in nessun modo”. Ma sentiamo direttamente Roger Waters: “L’anno in cui abbiamo lavorato al disco, il 1972, è stato per me l’anno della rivelazione, quello in cui ho capito il senso della vita. È stato allora che ho capito che la vita faceva il suo corso in ogni momento, e che si doveva vivere per ogni singolo istante… Mia madre era una grande estimatrice dell’istruzione, e mi aveva trasmesso l’idea che si dovesse lavorare duro, nell’infanzia e nell’adolescenza, per combinare qualcosa di importante nell’età adulta. Invece in quel momento ho capito che non conta il “dopo” ma il “qui e ora”, e che in ogni momento devi prendere le redini della tua esistenza, essere il creatore della tua stessa sorte… È stata una vera rivelazione, ma anche un bello shock”. Poi, a ben vedere, non viene forse spesso Lilith indicata come la Luna Nera? Roberto Sicuteri nel suo “Lilith la Luna Nera” ricorda come questa fu spesso identificata in astrologia come “l’altra faccia della Luna” e corrisponda a un’energia da comprendere e integrare rompendo con i comportamenti tradizionali. Roger Waters presentando il disco fu molto chiaro al riguardo: “L’esistenza di ogni essere umano è regolata e condizionata da molte forze, è sottoposta a molte diverse influenze: non sono necessariamente le uniche forze in gioco, ma di sicuro ce ne sono alcune tra le più potenti. Sono forze che ti possono spingere verso la morte, la pazzia, il transfert, l’avidità o altro ancora… c’è una specie di legge della fisica newtoniana, ed è lo sguardo su questa che rende interessante l’album”. Nel cielo astrologico del 24 marzo 1973 spicca anche un preciso quadrato fra Mercurio in Pesci e Saturno nei Gemelli. Curioso, al riguardo, è infatti il fatto che alla “prima” ufficiale del disco voluta da tutti tranne che dai musicisti, questi non si presentarono e inviarono invece quattro loro sagome cartonate a grandezza naturale. Un’altra, fra le tante curiosità astrologiche collegate a questo disco, è l’appartenenza zodiacale di alcune delle personalità che hanno contribuito a rendere così unico questo disco. Infatti, Alan Parsons, la vocalist Clare Torry e il sassofonista Dick Parry sono nati nel segno del Sagittario, segno che peraltro ospita la Luna astrologica di Dark Side. Nick Mason dirà: “Noi avevamo deciso di tornare a essere una rock-band che scriveva e suonava canzoni. Così a quell’album dedicammo molto tempo e altrettanto impegno, preoccupandoci di fare in modo che ogni cosa fosse perfetta. Certo, non pensavamo che fosse 5 volte migliore di “Meddle” e 8 volte superiore a “Atom Heart Mother”, come è subito risultato dal computo delle vendite. Fu qualcosa di fenomenale, non solo perché quello era veramente un buon album, ma anche perché venne pubblicato nel modo giusto al momento giusto… Ha avuto il merito di essere una specie di album-simbolo degli anni Settanta, una specie di portavoce sonoro della sua epoca”. Roger Waters: “The Dark Side of the Moon è soprattutto un album molto equilibrato, ed è piaciuto anche per la sincerità e l’umanità del suo approccio concettuale… Scandisce il tempo del primo giorno della tua nuova vita; lascia il segno perché tutti quelli che lo ascoltano capiscono che stanno vivendo un’esperienza importante”. David Gilmour: “È un album che ha saputo pizzicare le corde giuste, e a moltissimi anni di distanza si può riascoltarlo senza avere la sensazione di qualcosa di datato. Però non saprei spiegare il perché di una tale longevità, rispetto ad altri dischi che pure erano di notevole qualità. Certo, era un ottimo prodotto, sotto tutti gli aspetti, e poi era di sicuro il nostro migliore album fino a quel momento”.

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