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Il cammino del mago

Muovere i primi passi nell’universo della magia non è difficile, basta solo volerlo!

di Davide Marrè

Siamo spesso abituati a pensare alla magia e ai suoi praticanti come a persone bizzarre che hanno la pretesa di volare sulle scope come fa Harry Potter. Eppure non c’è niente di più lontano dalla realtà (o niente di più vicino?). La magia nella tradizione esoterica occidentale, non è altro che una disciplina della mente (e del corpo) che ci porta in contatto con gli strati più profondi della nostra coscienza.

Se pensiamo in modo figurato alla magia, per citare una recente serie TV ispirata al mondo magico, The Magicians: Ciò che chiamiamo magia, è un insieme di strumenti che è rimasto dalla creazione. Il potere di piegare la realtà, di fare e disfare. Dio… gli Dei, in verità, non fanno le cose per caso. Gli strumenti sono stati lasciati per noi affinché li trovassimo.

Dobbiamo pensare che il mago è colui che impara a usare questi strumenti per cambiare la propria realtà interiore, per usare i quattro elementi della creazione, la terra, l’acqua, il fuoco e l’aria secondo la sua volontà. I quattro elementi sono anche il simbolo delle quattro funzioni psichiche: rispettivamente la sensazione, l’emozione, l’intuizione e l’intelletto, che il mago impara a maneggiare. Se guardiamo alla carta del Tarocchi, il mago, queste funzioni sono rappresentate, dai denari, dalla coppa, dal bastone e dal pugnale che stanno davanti a lui sul tavolo. Sono i suoi strumenti di lavoro che affina e impara a usare.

Esoterismo e simboli

Quando si muovono i primi passi nel percorso esoterico della tradizione occidentale, la magia, è proprio la capacità di purificare queste quattro funzioni, che sono gli elementi della tradizione dentro di noi, e imparare a usarle. Questi stessi elementi corrispondono anche alle direzioni cardinali, al nord avremo la Terra che rappresenta la sensazione, il suo simbolo sono i denari nei tarocchi, ma anche il penatcolo, a ovest avremo l’acqua che rappresenta il sentimento, il suo simbolo è la coppa, a sud avremo il fuoco che rappresenta l’intuizione, simboleggiata dalla bacchetta, mentre a est avremo l’aria, l’intelletto che seziona ogni cosa che è legata alle spade o al pungnale dal manico nero l’athame.

La magia come tecnica per il benessere e la crescita personale

Muovere i primi passi nel cammino magico è un po’ come imparare a fare da soli degli esercizi di Yoga, anche i più semplici possono essere molto complessi se non si ha una guida preparata, ma non dobbiamo farci scoraggiare. Le tecniche magiche oltre che ad una migliore conoscenza di noi stessi ci insegnano ad utilizzare le nostre capacità psichiche, ma anche a fare appello a quelle forze divine che fanno parte di noi. Chi pensa alla magia come a qualcosa di oscuro, non ne comprende il senso.

Cabala e magia

Uno degli strumenti principali della magia legata alla tradizione occidentale è l’Albero della Vita cabalistico, si tratta di un glifo universale che rappresenta il macrocosmo con le dieci sfere della manifestazione divina e il microcosmo cioè l’uomo in cui queste dieci sfere si riflettono. Ogni sfera è una manifestazione distinta di una forza divina che può essere richiamata con un semplice rituale. Quello della croce cabalistica.

Croce cabalistica

Il rituale della croce cabalistica è una meditazione dinamica: serve a unire le forze divine del macrocosmo (la sfera bianca) che corrisponde all’area della corona sopra la vostra testa, con quelle del microcosmo (la sfera multicolore più in basso), che sta al di sotto dei vostri piedi. Ma i quattro punti della croce cabalistica rappresentano anche le funzioni elementali che verranno equilibrate e purificate da questo semplice esercizio magico.

Mettetevi in piedi rivolti a est, chiudete gli occhi. Rilassatevi e immaginatevi che il vostro corpo divenga altissimo. La vostra testa supera il tetto della vostra abitazione. Poi si allunga fin oltre il cielo. La terra è visibile sotto di voi e diventa lentamente un puntino lontano. Vedete il sistema solare che si allontana e vi allungate ancora di più e potete scorgere la galassia, sempre sotto di voi che si fa lontana e tutto intorno a voi altre galassie, fino a che arrivate ai confini dell’universo. Restate per qualche istante nell’oscurità della fine della creazione. Poi scorgete una luce sopra di voi, che si porta sulla vostra testa e la tocca.

Portate la vostra mano destra (come se vi faceste il segno della croce) a toccare la fronte vibrando ATAH (Tu sei). Le vocali devono essere vibrate come se pronunciaste un mantra (l’aum per esempio), mentre vibrate svuotate i polmoni della loro aria.

Immaginate che dalla sfera di luce si propaghi un raggio luminoso che si dirige verso i vostri piedi formando una colonna di luce. Accompagnate questa visione con il gesto di toccarvi il plesso solare (la zona sotto lo sterno) e vibrate MALKUTH (Il regno,). Mantenete la visione della colonna luminosa per qualche istante.

Poi toccate la spalla destra dove si accende la sfera rossa dell’albero cabalistico (vedi figura) vibrate la parola VE-GEBURAH (e il Potere), si pronuncia ve – ghe – vu – ra. Vibrate distintamente ogni vocale fino a che non svuotate i polmoni.

Dalla sfera rossa si estende un raggio luminoso dalla spalla destra a quella sinistra che illumina lì una sfera blu. Toccando la spalla sinistra dite VE-GEDULAH (e la Gloria), si pronuncia ve-ghe-du-la. Mentre vibrate il nome aprite le braccia e formate la croce col vostro corpo lasciando che i raggi luminosi si estendano da ogni braccio fino all’infinito. Restate per qualche istante con questa immagine nella vostra mente, voi che formate la croce dell’infinito spazio, in cui ogni braccio della croce, ognuno dei quattro elementi, la terra dal basso, l’aria dall’alto, il fuoco a destra, e l’acqua a sinistra, ogni funzione trova la sua risoluzione nel centro. Rimanete in questa posizione finché le vostre braccia non saranno stanche di mantenerla.

Poi raccoglietele nella forma di un calice e vibrate LE-OLAHM, e stringendo le mani giunte al petto, AMEN (Per sempre nei secoli).

Nonostante la rappresentazione della croce nella cultura cristiana sia un simbolo di sofferenza, va chierito che qui la simbologia cristiana non c’entra nulla. Pensate al fatto che state incarnando l’energia divina universale per poi irradiarla in tutte le direzioni del cosmo.

Potete praticare la croce cabalistica al mattino appena svegli come un saluto all’universo e la sera prima di andare a dormire. Esattamente come un qualsiasi esercizio di meditazione. Ne trarrà beneficio non solo la vostra psiche, ma anche il vostro corpo che incanala energie guaritrici.

Con questo semplice esercizio avrete toccato con mano il fine e la ragion d’essere della magia, avrete fatto il primo passo sul cammino del mago, quello di portarci in contatto con la nostra essenza divina per portarla su questo piano: miglioriamo noi stessi e così facendo miglioriamo il cosmo.

La respirazione

Far precedere un rituale come la croce cabalistica da un esercizio respiratorio è un’ottima cosa. Proviamo col quadruplice respiro. Mettetevi seduti su una sedia e sotto i piedi ponete un cuscino o un’oggetto che consenta ai piedi di stare sollevati. Mettete le mani sulle gambe. La posizione deve ricordare quella degli antichi faraoni. Prendete respiro contando mentalmente (lentamente) fino a quattro, trattenete il respiro di nuovo contando mentalmente fino a quattro, espirate svuotando i polmoni di nuovo contando mentalmente fino a quattro, trattenete contando fino a quattro e ripetete. Le prime volte potete utilizzare un orologio con la lancetta dei secondi. All’inizio basteranno due o tre minuti, poi potrete allungare passando con il conteggio a sei e poi a otto.

Il rilassamento

Anche il rilassamento può essere fondamentale prima della croce cabalistica. Può servire per rendere più profondo l’esercizio. Registrate la vostra voce con il testo che segue con lo smartphone e lasciate una pausa di 10 secondi a ogni punto. Poi fatevi guidare dalla vostra stessa voce registrata.

Sdraiatevi e mettetevi comodi. Ora siete pronti a diventare più consapevoli del vostro corpo. Respirate comodamente con le labbra leggermente aperte Muovetevi per un momento, per trovare quella posizione che è più comoda per voi. Ora mantenetela, non vi muovete da essa in alcun modo… da questo momento in poi rimanete assolutamente fermi. Non muovete volontariamente alcun muscolo. Non muovete nemmeno un dito dei piedi. Non piegate nemmeno un dito. Immobili. Ora provate a sentire quello che sta succedendo dentro il vostro corpo. Lasciate che la vostra mente vaghi liberamente dalla testa ai piedi e viceversa. Lentamente. Deliberatamente. Metodicamente. Registrate ciò che sentite e fate un resoconto mentale delle vostre sensazioni. Ora potete muovervi. Sentite ciò che prova il vostro corpo mentre lo muovete. E mentre lo lasciate infine riposare. Aprite gli occhi e alzatevi lentamente.

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